Cosa deve fare un blogger nel 2016?
Blog e Blogger

Che cosa dovrà fare un blogger per emergere nel 2016?

Perché diciamocela: finora l’hai (l’abbiamo) sfangata, ce la siamo raccontata e l’abbiamo raccontata ma ora le agenzie, gli Enti e le aziende iniziano a farsi furbi – leggi professionali – o almeno spero, perché non se ne può più di fuffa e falsità.

NOTA IMPORTANTE: Questo articolo non si rivolge:

– ai blogger che non vogliono farne un lavoro, coloro che in quella che spesso chiamano vita reale fanno tutt’altro e il blog è soltanto un hobby. Anche se poi li si trova agguerriti come non mai a ogni evento possibile e immaginabile con progetti che nemmeno la NASA riuscirebbe a imbastire.

– ai blogger che accettano viaggi gratis in cambio di articoli e lavoro sul campo.

NO NO NO!
Non intendo viaggi stampa, press tour, blog tour o simili organizzati da Enti del Turismo, APT, Regioni, ecc… Quelli, fatti spessi “ad cazzum” (cit. Roberta di Infoturismiamoci), ci sono sempre stati e sempre ci saranno, quello è un discorso diverso e soprattutto in quel caso NESSUNO ti obbliga a scriverne, sei libero.
Io intendo progetti di aziende, associazioni e ogni altro organo giuridico in cui ti viene richiesto un lavoro in cambio di visibilità. In questo caso non stai partecipando a un progetto, ti stai facendo usare: loro hanno fatto proposte, preventivi, hanno spese e guadagni. L’unica cosa che non hanno inserito nella progettazione è il TUO compenso, perché hanno deciso che ti pagheranno in visibilità e a te sta pure bene.

Era tanto per mettere le cose in chiaro 🙂

Ma ecco le 7 cose che un blogger dovrà fare nel 2016 per emergere:

Dovrai pagare per avere un servizio di newsletter serio

Ti prego… lo vuoi capire che i tuoi “millemila” fan/follower/seguaci sui vari social network sono un pugno di mosche, e soprattutto non sono tue?
Sono delle piattaforme su cui hai creato le tue pagine o profili. Tu non paghi = Tu non hai diritti. Se domani Facebook chiude per uno scandalo a livello mondiale, tu smetti di lavorare?

Quali sono le cose su cui hai davvero potere?
Il tuo blog e un eventuale database di indirizzi e nomi che ti sono stati dati in modo volontario perché credono in te o gli piace come lavori.

E ti dirò di più, se utilizzi servizi come Mailchimp, i primi 2.000 nomi li puoi pure gestire del tutto gratis. Dovrai comunque pensare e mettere in cantiere di pagare il servizio quando la tua lista crescerà.

Ecco una serie di servizi che ho recensito per creare newsletter.

Dovrai dimostrare i numeri che infili nel tuo mediakit

Altro punto dolente. Nel mediakit indichi di avere 20.000 visite giornaliere sul sito. Bene… non ti puoi incazzare se ti chiedono uno screenshot dell’ultimo mese tratto da Google Analytics.

È quello che fa fede mio caro, perché è quello che è diventato standard, ti piaccia o meno. E se misuri il tuo traffico con plugin o altri programmi interni non frega niente a nessuno, se vuoi essere serio e credibile fai quei maledetti screenshot!

Dovrai dimostrare che i tuoi followers non sono comprati o creati con le fuffa tecniche

Ok, forse qui sto parlando di una splendida utopia. Forse nemmeno nel 2016 un’agenzia o un Ente del turismo vorrà perdere 2 minuti (giuro, bastano 2 minuti d’orologio) per controllare i tuoi milioni di follower e di conseguenza tu farai ancora la figura del/della professionista.
Salvo poi dover rispondere a commenti in arabo, indiano e cinese.

Che poi a pensarci non è nemmeno male… impari delle lingue “esotiche” 😀

Dovrai pagare un software che misuri i tuoi risultati nei progetti

Forse, e dico forse, nel 2016 ci saranno clienti che ti chiederanno i risultati del tuo lavoro e tu dovrai dimostrarli. E non basterà fare un paio di screenshot.

Dovrai utilizzare Google Analytics (ancora lui… il malefico) e dovrai fornire anche numeri di valore monetario equivalente degli articoli, social impression e simili. Ma i programmi per misurarli costano, e pure un botto.

Sei disposto/a a farlo?

Dovrai collaborare con altri blogger

Per il discorso fatto sopra sulla monitorizzazione e per mille altri motivi ti svelerò una cosa che potrebbe farti male: io, tu e gli altri blogger contiamo poco o nulla se presi singolarmente. Ti potranno anche dire che sei influencer ma la realtà è ben diversa.

Guarda all’estero: i blogger collaborano tra loro, anche quelli più forti, lavorano insieme e al cane sciolto rimangono le briciole. In Italia già ci sono le briciole e poco più, al cane sciolto rimane forse qualche sentore.

Dovrai essere in regola con lo Stato in cui eserciti il tuo lavoro

Sì sì, sono stronzo e te lo faccio notare. Vuoi essere pagato/a da un Ente, Azienda, Agenzia o simili? Eddai… vogliamo metterci in regola?

Grazie a Dio (anche se i pagamenti hanno tempi assurdi e lunghissimi), se oggi vuoi lavorare con Enti pubblici in Italia devi compilare un DURC, dare i tuoi numeri di iscrizione a INPS, INAIL, compilare documenti di incarico e altre simpatiche cosette e se il tuo blog è un semplice passatempo FORTUNATAMENTE non potrai prendere questi lavori.

Dovrai piantarla di fare polemica sui social network

Con ViaggioVero ma soprattutto con TBnet dal primo momento in cui siamo stati presentati, da SEMPRE abbiamo abolito la polemica. Non si fa, MAI. Né sui social, né sui nostri blog. La lasciamo a chi ha tempo da perdere, voglia di scontrarsi e amore per il gossip.

E sai una cosa? Questa piccola scelta ci ha portato a lavorare meglio, molto di più e le aziende lo capiscono, vedono i risultati, la professionalità e si affidano a noi.

Tutto il resto conta come un due di bastoni quando la briscola è spade.

Buon inizio 2016 a tutti!

Un saluto,
Cristiano

7 Cose che un blogger deve fare nel 2016
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9 pensieri su “7 Cose che un blogger deve fare nel 2016

  • 28/12/2015 alle 12:12 pm
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    Io aggiungerei “devi lavorare come fanno i professionisti” come mantra del 2016, ma ahimè la vedo dura.

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    • 28/12/2015 alle 12:29 pm
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      La vedo dura pure io… ma intanto anche ripeterlo come se non ci fosse un domani mi piace! 🙂

      Rispondi
  • 28/12/2015 alle 2:02 pm
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    Oh, finalmente un post utile! Io non sapevo nemmeno che si potessero creare o comprare followers con le fuffe tecniche. Sono troppo ingenua. Io collaboro con altri blogger, in materia di consigli tecnici e non. Tieni conto che io scrivo in Inglese quindi alla fine collaboro con chi come me scrive in Inglese. Ma a dire il vero, mi sto pian piano rendendo conto che il mondo del blogging è spesso un covo di serpi.

    Ah, gli screenshots di google analytics – ma perché la gente mente, se è così facile scoprire le bugie?

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    • 28/12/2015 alle 2:10 pm
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      Il problema è nato perché nessuno ha mai chiesto nulla, quindi chiunque spara alto… per poi arrabbiarsi e diventare arrogante quando gli si chiede qualche prova. Alla fine ti stanno proponendo un lavoro per cui ti pagheranno. Non capisco il motivo di tanto astio 🙂

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      • 28/12/2015 alle 2:14 pm
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        A tutti piace vincere facile e quando ci si rende conto che guadagnare con un blog non è affatto una passeggiata, si rimane delusi. A me hanno chiesto uno screenshot solo una volta, a dire il vero. Non me lo aspettavo, ma per lo meno non avevo sparato cifre a caso.

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    • 28/12/2015 alle 5:13 pm
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      Grazie donna meravigliosa! 😀

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  • 30/12/2015 alle 8:49 pm
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    Bel post, mi piace! sviluppo web application aziendali da anni, tuttavia non rientro e non voglio per ora nemmeno intraprendere il percorso che porta ad essere considerato un blogger professionale; prendo però spunto dal tuo articolo per testare MailChimp su un sito aperto da poco e con un target ristretto..grazie ancora e buon anno 😉

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    • 09/01/2016 alle 2:39 pm
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      Ti troverai bene con MailChimp, è un ottimo strumento. Buon anno anche a te 🙂

      Rispondi

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