Caro blogger, ecco perche’ devi crearti una lista di iscritti

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Ogni tanto mi alzo e decido di scrivere qualcosa di serio su questo blog, mi allontano che  dalle solite chiacchiere e dal “personal stuff“.

Era successo qualche tempo con l’articolo in cui consigliavo gli hosting per il tuo sito web, quelli che conosco e ho provato.

Continuo oggi e ti dico una cosa, caro blogger… che tu scriva di travel, food, fashion, di tecnologia o altro non mi importa, se vuoi farne un lavoro di qualche tipo:

Devi crearti una lista di iscritti!!!

E’ la prima cosa da fare dopo aver pubblicato qualche articolo, inizia da subito, investi qualche soldino e vedrai che tra qualche anno avrai un capitale da parte.

Ti spiego perchè sono contrariato: leggo tanti bellissimi blog, decine di argomenti diversi e nel tempo mi sono accorto che solo un 20% – forse anche meno – si sbatte per creare una lista di iscritti.

Vedo un sacco di plugin che ti invitano a diventare fan di una pagina facebook o di seguire il blogger su twitter e mille altri social.

Per carità nulla di male lo faccio anch’io, ma ti chiedo una cosa, conosci il numero reale di persone che, dopo aver cliccato sul “mi piace” poi effettivamente riceve e segue gli aggiornamenti che pubblichi su facebook???

Non è colpa nostra, è il modello del social network, sempre più votato a favorire chi paga la pubblicità sulla piattaforma, ovvero: paghi = ottieni visibilità. Mi sembra giusto no?

Infatti ogni tanto qualche campagna pubblicitaria io la avvio! ;)
Ma questo è un altro discorso.

E twitter? Ok, è molto utile ma pensi davvero sia una piattaforma su cui sviluppare un progetto di businness a lungo tempo? come contatti i tuoi followers? uno a uno mandando messaggi diretti?
Mandi lo stesso tweet 30 volte al giorno così da essere sicuro che quasi tutti l’abbiano letto?

Hai capito dove voglio andare a parare: i social sono FONDAMENTALI per la diffusione di un contenuto e lo sviluppo di un brand, ma devi considerarli “passeggeri”, non hai nessun controllo su chi ti segue, immagina se per qualche motivo facebook – ad esempio – perdesse utenti e in pochi anni si esaurisse (è capitato con altre grandi realtà, credimi!).

Che ci fai con i tuoi 77 milioni di fans??? Come gli spieghi che facebook è morto ma tu esisti ancora???

Ripeto: Devi crearti una lista di iscritti!

Come? Utilizzando dei servizi web che ti gestiscano la lista stessa e chi ti diano la possibilità di raggiungere con una sola mail TUTTI gli iscritti; potrai mandare newsletters, creare sequenze specifiche di e-mail che arrivino quando vuoi tu e tanto altro.

Devi riuscire in tutti i modi a farti lasciare da chi arriva sul blog il nome e la mail, queste 2 piccole ma importantissime cose… non chiedere altro, l’iscrizione deve essere veloce: NOME ed E-MAIL.

Per ottenerli ci sono mille modi: regala qualcosa, una guida, un e-book, delle fotografie, qualsiasi cosa che abbia un valore tale da invogliare all’iscrizione.

Arriviamo al dunque, eccoti i 4 migliori servizi web based per gestire una lista d’iscritti… ah scordati che siano italiani, ne puoi trovare di certo, ma siamo anni luce (e dico anni luce) distanti dalla qualità e dalle possibilità che ti danno questi 4 servizi americani (l’e-mail marketing lo hanno inventato loro, un po’ d’esperienza l’avranno).

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Frammenti di un sogno e dipendenza da viaggio

Riflessi a Baku

Riflessi a Baku

Hai presente quando ti svegli da un sogno bellissimo e cerchi di afferrare con tutte le forze i frammenti di felicità provati?

Vuoi provare a tenerli con te, a farli diventare reali o anche solo a ricordarne i dettagli in modo da utilizzarli come energia positiva per le giornate a venire.

Almeno una volta nella vita hai provato questa sensazione, non negarlo.

Dopo 72 ore dalla fine del mio viaggio in Caucaso io sto vivendo una situazione simile. Sto lottando come un forsennato nel tentativo di tenere vive le sensazioni e le emozioni provate in 17 giorni sulla strada.

Ho una paura fottuta del momento in cui finirà l’autonomia del ricordo.

Lasciami spiegare… sono una persona fortunata, ho creato qualcosa che mi permette di fare ciò che più mi piace, sono in salute, ho una famiglia che mi ama e amici con cui posso divertirmi ma anche condividere momenti di difficoltà.

Lo ripeto: sono FORTUNATO, ma non vuol dire che non provo dolori e che non viva un disagio interno.

Viaggiare è la mia vita, una passione che ormai è sfociata in dipendenza – non lo posso più negare – e come tutte le dipendenze ha i suoi lati oscuri: non posso farne a meno ma ogni ritorno è dolore puro, mi provoca ferite che impiegano settimane a guarire.

E più il viaggio è lungo, più la strada è lunga, più vengo inghiottito da essa.

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Il Caucaso, un viaggio zaino in spalla e l’universo che lavora

Zaino

Zaino

Eccomi qui.

Sto per tornare sulla strada, con un viaggio poco organizzato, da definire mentre percorri quella stessa strada.

Rimetto sulle spalle lo zaino dopo 25 mesi ovvero 2 anni e 1 mese.

E in questo lungo periodo non mi sono fermato, ho viaggiato in lungo e in largo, solo non con lo zaino in spalla.

Non ti preoccupare, non voglio sparare filosofia da quattro soldi su quanto sia meglio viaggiare da backpacker, io amo VIAGGIARE, sono un travel onnivoro, che abbia un trolley, una valigia rigida o uno zaino poco importa.

Però… lo zaino in spalla regala al viaggio un sapore diverso, una sorta di fascino “nomade” e senza fissa dimora, questo è innegabile.

Il Caucaso mi aspetta, un volo su Tbilisi in Georgia e poi via subito per raggiungere l’Armenia, visitare la Gola del Debed e arrivare alla capitale Yerevan, cercando di vedere i monasteri più belli.

Tornare a Tbilisi, salire sulle montagne georgiane e ammirare paesaggi infiniti;

Ritirare il visto per l’Azerbaijan e raggiungere la capitale Baku per scoprire se quello strano mare che hanno è davvero così luccicante di petrolio. E chiudere rientrando verso la Georgia fermandosi nei piccoli villaggi azeri dove esiste ancora la parola “caravanserraglio“.

Sono 15 giorni pieni, pochi per quello che regala il Caucaso ma abbastanza per provare a capire 3 nazioni così diverse.

Sarà anche il viaggio in cui non ho voluto cercare appoggi, sponsor, voglio sentirmi leggero e valutare di giorno in giorno cosa fare.

Voglio provare a disintossicarmi un po’ (poco sia chiaro) dalla tecnologia, non porto il computer, mi accontento dell’iPad e non voglio lavorare… condividere sì, qualche fotografia, qualche esperienza ma limitandomi a 30/40 minuti serali prima di dormire.

Ho detto che voglio provare, non ho detto che sarà così! :D

Di una cosa sono sicuro: tornerò con una carica e una voglia di fare incredibile e mi aspetta un mese di maggio e soprattuto un’estate splendidi.

No, non ho ancora nessun programma, ma l’universo lavorerà per me in modo spettacolare! :)

Un saluto,
Cristiano

Un weekend a Bergen in Norvegia, cosa mi rimane?

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Su ViaggioVero arriveranno gli articoli informativi ma qui cercavo un approccio diverso ed ecco cos’è uscito, pigiando caratteri durante il volo di rientro:

Cosa mi rimane di un viaggio a Bergen, tra i fiordi norvegesi durante un inusuale e poco turistico periodo pasquale?

Mi rimane la neve, ancora presente e in grande quantita’. Se sei fortunato ti puo’ capitare di beccarti pure una bella nevicata come e’ successo a noi.

Mi rimane il freddo pungente, sotto forma di un vento non troppo forte ma gelido, un’aria che dire “frizzante” e’ molto molto riduttivo.

Mi rimane l’invidia buona verso il proprietario dell’appartamento affittato con Airbnb, per la vista meravigliosa sulla città di cui ogni giorno (e notte) può godere.

Mi rimangono i colori delle case in legno, dal bianco lucente all’amaranto piu’ carico, dal rosso rovinato al verde scrostato.

Mi rimane il centro storico di Bergen, il Bryggen, con le sue casette in legno tutte storte causa l’onda d’urto dovuta all’esplosione di una nave olandese nel 1944; quando a casa riguarderai le fotografie l’istinto di “raddrizzarle” sara’ forte, te lo garantisco!

Mi rimane il quartiere che sale dal porto alla collina, le stradine strette in cui si fatica a passare pure in fila indiana, le scale ripide e il completo silenzio in cui sarai immerso anche se a due passi dal porto.

Mi rimane il fiordo (o meglio i fiordi che percorri grazie a Norway in a Nuttshell), li hai visti in fotografia, alla televisione ma quando ci passi in mezzo con il traghetto e vedi queste pareti rocciose che “stringono“, tempestate di cascate di ghiaccio come fossero addormentate, in quel momento pensi a come potremo mai competere con la natura? Va rispettata e ammirata… passo e chiudo.

Ultimo ma forse piu’ importante:

Mi rimane la prova che il destino lavora per noi se solo lo lasciamo fare, ci mette sulla strada compagni di viaggio ideali, quelli con cui un momento parli seriamente e dopo pochi minuti spari stronzate, quelli con cui ti basta 5 minuti per metterti d’accordo su cosa fare e dopo nessuno tiene il muso.
Non chiamarla fortuna, sarebbe sbagliato, e’ un DONO che ricevi e che ti DEVE riempire di gioia.
Per questo: Grazie Michela e Grazie Francesca.

Cristiano

P.S.: Lo so, è riduttivo ma quello che rimane da un viaggio è tanto grande quanto impossibile da contenere in un articolo o in un libro, puoi solo estrarre delle schegge, dei fotogrammi e mostrarli sperando di farne capire il senso.

#Norwayshake, film agli antipodi e la dipendenza spotify

Film Animal Kingdom

Film Animal Kingdom

 

Togliamoci subito il dente e parliamo della dipendenza.

Mi chiamo Cristiano Guidetti e sono dipendente da Spotify.

Non avrei mai pensato di diventarlo ma è successo, troppo intellegente, troppo “grande“, troppo social, troppo tutto!

E han voglia a dire che Grooveshark è la stessa cosa ed è gratuita, l’ho usato per più di un anno e NON è la stessa cosa, tante canzoni non si trovano, è molto meno semplice nell’utilizzo, molto meno tutto!

E proprio oggi, giorno di scadenza del mio mese gratuito per l’account premium di spotify, mi sono idealmente girato dall’altra parte mentre veniva rinnovato d’ufficio.

9,99 euro andati e ci si ripensa il 19 di aprile… vabbè!

Non fumo, non ho hobbies costosi, ci può stare una spesa per un bel po’ di buona musica.

E comunque per la cronaca, chi si accontenta di utilizzare spotify da computer e accetta di sorbirsi una pubblicità ogni tanto, è gratis.

Sono io il vizioso… lo utilizzo tanto su iPad e mi piace poterlo godere anche offline.

***

L’organizzazione di #norwayshake (il viaggio di Pasqua in Norvegia con Michela e Francesca) continua, l’alloggio è stato scelto su Airbnb ed è un piccolo gioiello, dalle foto è uno spettacolo, non dico stupidate guarda anche tu.

Bergen sarà la nostra base, il mercato del pesce uno dei luoghi che frequenterò di più e il fiordo sarà a 2 passi.

Sai perchè #norwayshake? Visto in rete nell’ultimo periodo la mania degli Harlem Shake? Ecco… per quello! :D

Quindi se vuoi seguirci su twitter l’hashtag è quello, ma saremo anche su facebook.

***

FILM

2 pellicole viste in settimana, del tutto agli antipodi, sia come genere che come bellezza.

- Hysteria, del 2011, sapevo fosse una commedia ma pensavo anche trattasse in modo intelligente il tema storico della nascita del vibratore invece… è una commediola con insipida storia d’amore, poca intelligenza e totale insensibilità al tema. Voto 5,5

- Animal Kingdom, film australiano del 2010, scritto e diretto da David Michôd (totale sconosciuto per me, lo ammetto!), ne avevo già letto e pensavo di trovarmi davanti a un film carino, invece è splendido e non esagero. Dimostra in modo chiaro come sia possibile girare un grande film spendendo poco e mai esagerando con la spettacolarizzazione delle scene. E il film si prestava di brutto… David! non vedo l’ora che esca un tuo film. Voto 8 (Sì, mi è piaciuto da morire)

Alla prossima.

Una nuova linea editoriale e un viaggio in Norvegia

articoli_migliori

 

Non dire nulla per piacere… non so che indirizzo dare a questo blog e si è capito, l’ultima volta che ho scritto 2 righe eravamo ancora nel 2012 (per poco) e ora abbiamo la primavera che bussa alle porte.

Torniamo quindi alle origini, voglio provare a utilizzare questo spazio come diario settimanale, in fondo all’inizio – sì, lo so nessuno lo ricorda – i blog erano diari online.

I post avranno uno schema fisso, non sono ancora pronto alla scrittura anarchica , per cui si parlerà del meglio e del peggio a cui ho assistito in settimana, dei film e telefilm che ho visto, ma non ci saranno recensioni, quelle le trovi sul mio Tumblr, assieme alle foto di Instagram e a quello che ascolto su Spotify.

Ergo: questi appuntamenti settimanali usciranno il lunedì o il martedì e serviranno per mettere in piazza un po’ di cavoli miei, per consigliarti e NON consigliarti film e telefilm, ecc… ecc…

Partiamo.

EVENTI

Esattamente una settimana fa sono stato oggetto di molestia, chiamiamola circonvenzione d’incapace (dove l’incapace sono io).

In piena depressione per un bel weekend a Roma con amici appena finito, mi è stato proposto un viaggio di 4 giorni a Pasqua, mi si diceva che il volo costava solo 70 euro e mi si promettevano aurore boreali… sì, perchè il luogo è in Norvegia e la zona è quella dei fiordi.

Poco importa se Haugesund non l’avevo mai sentito prima, se sarà ancora pieno inverno, se alle 21 non ci sarà più un’anima in giro, Michela (è lei la molestatrice :D ) sapeva dove colpire e nel giro di qualche ora, dopo aver coinvolto anche Francesca, avevamo già il volo prenotato.

Stiamo lavorando per l’alloggio, facilmente sarà Airbnb il sito che utilizzeremo per la prenotazione, e la nostra base sarà Bergen e adesso… non vedo l’ora di partire!

Insomma… sono un debole, ora lo sai, se mi proponi un viaggio non resisto :D

***

FILM

3 film visti la scorsa settimana:

- East is East, film di una decina d’anni fa che mi ero perso, merita, è da vedere sia per l’ambientazione in un Inghilterra fine anni ’70, sia per le musiche, sia per le dinamiche famigliari. Voto 7

- Knockout Resa dei Conti, del 2011, dirige Soderbergh, cast di alto livello, storia noiosa e dialoghi imbarazzanti (è fatto di proposito???), i combattimenti e gli scontri sono splendidi, reali come non avevo mai visto e la protagonista Gina Carano (campionessa di Mixed Martial Arts nella realtà) è bella e picchia come nemmeno Van Damme ha mai fatto. Potrei essermi innamorato! :) Voto 6

- Zero Dark Thirty, candidato agli ultimi oscar come miglior film, è fatto molto bene e la Bigelow quasi perfetta nella regia, solo è luuuuunghissimo. Ok, che devi raccontare 12 anni di lotta al terrorismo ma quasi 3 ore son troppe. Molto molto brava la protagonista. Non l’avrei mai candidato agli oscar (come pue Argo) Voto 6,5

***

TELEFILM

Nessuna novità sul fronte tv shows, continuo a seguire i soliti che man mano nelle prossime settimane ti dirò… unico appunto sono curioso di vedere il pilot di Da Vinci’s Demons, in uscita negli States il 12 aprile e volevo segnalartelo. Potrebbe essere una vaccata ma sarà difficile visto che il creatore è quel visionario di David S. Goyer… Blade, Flash Forward, gli ultimi Batman di Nolan (come sceneggiatura), può bastare per dargli un’occhiata, vero?

Alla prossima!

Il mio 2012 tra viaggi, amici e cavolate

Cristiano

Lo ripeto anche qui: mi piace leggere gli articoli di fine anno, quelli in cui si ripercorre l’anno passato e si fanno i propositi per l’anno che viene.

Io ne pubblicherò 2 – questo che stai leggendo ripercorrerà i momenti più “idioti” (leggi ridicoli e divertenti) dei miei viaggi 2012, che poi sono quelli che ti ricordi per sempre e che ti fanno legare alle persone con cui li stai vivendo.

Il secondo sarà l’elenco dei propositi che non rispetterò, ma che mi daranno una linea guida per il 2013 :D

Non mi dimentico dei momenti a casa, con le persone che ci sono sempre, senza di loro non sarei me stesso, sono tantissimi gli attimi e le risate da ricordare e un primo ringraziamento va proprio a loro…

Nel 2012 – grazie al progetto di ViaggioVero – ho conosciuto una marea di persone, BELLE persone! e con tanta gioia posso affermare che alcune di esse sono diventate Amici anche al di fuori del viaggio o di un articolo sul blog.

E se guadagni un amico di che altro stiamo a discutere?

Non metto link… sarebbero un’infinità e questo è un articolo del tutto personale, chi si legge si riconosce ;)

Ma andiamo in ordine cronologico:

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Voglio aprire un blog. Cosa fare e quale hosting devo scegliere?

blog

 

Chiunque si avvicini all’idea di aprire un blog si scontra subito con gli aspetti tecnici della cosa.

Questo sarà un articolo strano, diverso dai soliti che pubblico sul blog personale ma voglio dare una risposta alle tante richieste che mi arrivano via mail o su facebook.

Domande del tipo:

Vorrei aprire un blog, quale piattaforma mi consigli?” e poi partono una serie di domande non ben collegate tra loro a cui risulta quasi impossibile rispondere.

Provo a fare chiarezza con questo post.

Metto le mani avanti: se mi legge un tecnico lo so… utilizzo e semplifico molto, ma l’articolo non vuole essere tecnico o almeno non troppo, vuole dare una mano nel modo più semplice possibile a chi si avvicina al mondo dell’hosting.

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Auto-analisi del Guido, la seconda seduta

Lettino

 

E’ passato più di un mese dalla mia prima seduta di auto-analisi :) quella fu pubblicata su ViaggioVero visto che si parlava dell’ABC di un viaggiatore.

Ora torniamo qui, sulla piattaforma più personale in cui posso sfogarmi anche meglio (e ho meno lettori… ahahahah).

Ho deciso per una seconda seduta poichè l’autunno (oggi è il primo giorno) da 3 anni a questa parte mi riserva schiaffi e pensieri di ogni genere.

Non sto qui a elencare, sono i piccoli e grandi dolori che ognuno ha purtroppo sperimentato nella vita, lutti, amori finiti, sfighe lavorative, piccoli problemi di salute… insomma nulla di nuovo sotto il sole.

Ma a me, negli ultimi 3 anni, capitano tutti con una regolarità che spaventa tra settembre e fine annno.

Quest’anno sto guardando in faccia la stagione incriminata con cattiveria, perchè voglio che diventi la stagione più bella del 2012 e anche per questo faccio sedute pubbliche di auto-analisi.

Ok, ora puoi smettere di leggere… ma se proprio vuoi continuare eccoti 5 cose che non ammetterò mai (o quasi) parlando faccia a faccia con te.

1. Non piango abbastanza

Io non piango mai, nella mia vita da adulto avrò pianto sì e no 10 volte (ma sto esagerando) e sempre per motivi davvero estremi.
Invidio tanto chi riesce a farlo anche per motivi meno importanti, un bel pianto permette di scaricare tensioni impossibili da scaricare in altri modi.
Non puoi correre un’ora, sì avrai la mente libera, ma non ti sarai sfogato e non ti sentirai pulito dentro come dopo un bel pianto.

***

2. Non sarò mai così in forma come vorrei essere

Specifico: non sono grasso, ho qualche chilo di troppo ma corro, gioco a squash, cammino parecchio e il fiato non mi manca però… faccio tutto questo a perditempo.
Ho provato mille volte a mettermi d’impegno e farne una ragione di vita ma non ce la faccio.
Sono pigro e amo mangiare quindi le cose stanno così: sarò sempre in questo stato di forma “media” che mi permette di fare tutto senza impegnarmi troppo.

***

3. Non sarò mai ricco

Anche perchè non me ne frega nulla, detta qui tra noi.
Voglio vivere e preferisco avere i miei momenti liberi piuttosto che sputare sangue per qualche euro in più.
Mi basterà sempre avere di che vivere e per vivere intendo qualcosa che paghi le mie bollette, le mie voglie e che alla fine dell’anno mi rimanga qualcosa da parte per le emergenze.
Non risparmio per comprarmi una casa o una macchina nuova di zecca, l’ho già fatto in un’altra vita, e in questa che sto vivendo non sono le priorità.
In fondo la mia prima bio su ViaggioVero è stata: “lavorare per vivere e non vivere per lavorare”.

***

4. Sono contro le mode ma da alcune sono attirato in modo schifoso

Capiamoci: la maggior parte le lascio alla massa… ma ce ne sono alcune di cui parlo male e dai cui sono schifosamente attratto.
Esempi?
Se parliamo di tecnologia, l’iPhone!
E’ un telefono che dovrei odiare, di mentalità chiusa ed elitaria, caro più dell’oro e pure delicato.
Ma prima o poi lo avrò, sto lottando da anni per non prenderlo ma sono vicino alla capitolazione.
Altro esempio nei vestiti… cerco di spendere sempre meno che posso ma ci sono brand di “lusso” che mi fanno impazzire, uno su tutti Ben Sherman (colpa dell’amore per l’Inghilterra anni ’70/’80).

***

5. Mi piace guardare le commedie romantiche

Qui mi gioco tutta la credibilità costruita in anni da cinefilo.
Lo ammetto: il genere “commedia romantica” all’americana mi piace da impazzire.
Per capirci, guardo sempre volentieri i film di Meg Ryan e qui ho detto tutto!
Lo so, lo so, i capolavori sono altri, mica me lo devi rimarcare, ma quei filmetti mi permettono di staccare la spina e pensare che ci sia un mondo in cui tante cose funzionano e pure in modo leggero.

***

Non ho ancora parlato di Amore, sarà forse l’argomento della mia terza seduta? :)

E lì saranno dolori!!!

Un saluto,
Cristiano

Ode al White Russian, il MIO cocktail (e di Drugo Lebowski)

White Russian

White Russian

 

50ml (5 parti) Vodka
20ml (2 parti) Kahlúa
30ml (3 parti) crema di latte (panna liquida)

Obbligatorio partire con la ricetta, semplice e facile da eseguire.

Più di un mese che non pubblico sul blog personale e di che parlo??? Di alcool!

E va bene… ma ho sempre pensato che scoprendo il cocktail preferito di una persona si possa capire qualcosa di più della sua personalità.

Insomma, che si fida di qualcuno che beve Bloody Mary? succo di pomodoro, vodka e spezie varie assieme a una gamba di sedano???

Che sto a bere? un gazpacho alcolico???

Mi avvicino con diffidenza anche a chi beve Martini Dry… cavolo, un cocktail pre-cena composto da 6oml di gin e 10ml di vermouth? In pratica mi stai dicendo che stasera vuoi prenderla grossa? :)

Ma torniamo al RE, al white russian, il MIO cocktail.

Mi piace perchè c’è la vodka, il mio distillato preferito, quello che ha meno sapori di tutti, che ti lascia il palato pulito, non ha profumi assurdi o complessi.

Mi piace perchè posso farlo con la Sobieski, la vodka delle vodke, almeno per il mio modesto parere.

Mi piace perchè quando lo bevi non ti sembra di bere alcool, ma non esagerare, dopo il terzo credimi… si comincia a ballare.

Mi piace perchè pochi locali lo fanno davvero bene ed è meglio, così non si inflaziona.

Mi piace perchè lo beve Jeffrey “Drugo” Lebowski, uno dei personaggi più belli mai creati al cinema!

Anzi… ti lascio proprio con lui mentre se lo beve e dispensa perle di saggezza! ;)

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Cristiano